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martedì 9 aprile 2013

Rapporto Nazionale Pesticidi nelle Acque 2013

Quasi metà delle acque dei fiumi e dei laghi italiani è inquinata.

Dal Rapporto risulta, infatti, che "il 13,2% delle acque superficiali mostra livelli di tossicità per gli organismi acquatici superiori ai limiti
Ancora più evidente, rispetto al passato, lo stato di contaminazione delle acque italiane superficiali e sotterranee: nel 2010 sono stati rinvenuti residui nel 55,1% dei 1.297 punti di campionamento delle acque superficiali e nel 28,2% dei 2.324 punti di quelle sotterranee, per un totale di 166 tipologie di pesticidi - a fronte dei 118 del biennio 2007-2008 - individuati nella rete di controllo ambientale delle acque italiane. Si tratta, per la maggior parte, di residui di prodotti fitosanitari usati in agricoltura - solo in questo campo si utilizzano circa 350 sostanze diverse per un quantitativo superiore a 140.000 tonnellate - ma anche di biocidi (pesticidi per uso non agricolo) impiegati in vari campi di attività. Anche se spesso basse, le concentrazioni indicano a livello complessivo una diffusione molto ampia della contaminazione.
Inoltre, nel 34,4% dei punti delle acque superficiali e nel 12,3% dei punti di quelle sotterranee i livelli 
misurati risultano superiori ai limiti delle acque potabili. Le concentrazioni sono state confrontate anche con i limiti di qualità ambientale, recentemente introdotti, basati sulla tossicità delle sostanze per gli organismi acquatici. In questo caso il 13,2% dei punti delle acque superficiali e il 7,9% di quelli delle acque sotterranee hanno concentrazioni superiori al limite.".

Per maggiori informazioni sui dati pubblicati e per consultare Comunicato, Mappe ed il Rapporto Nazionale Pesticidi nelle Acque 2013 completo, potete consultare il sito ISPRA alla seguente pagina: vai al Rapporto.


fonte: ISPRA 

venerdì 16 novembre 2012

VIII Rapporto ISPRA 2012: calano in Italia i consumi di acqua per uso domestico


Secondo i dati contenuti nell’VIII Rapporto ISPRA “Qualità dell’Ambiente Urbano” Edizione 2012, l’italiano sta diventato un popolo virtuoso.
Negli anni che vanno dal 2000 al 2010, infatti, i consumi di acqua per uso domestico, misurato su 116 capoluoghi, si sono ridotti del 20%, assestandosi ad una quota pro-capite pari a 66,7 mc.

Il Rapporto, che si concentra in particolare su 51 comuni capoluogo, mette in evidenza quali sono le città che hanno consumato meno acqua:
Arezzo,
Andria,
Foggia,
Prato,
Forlì,
Reggio Emilia,
Brindisi,
e quelle, invece, che hanno consumato di più:
Monza,
Roma,
Milano,
Catania,
Bergamo,
Messina,
Torino.
Le riduzioni più rilevanti di consumi, si sono registrate a: Potenza (circa -36%), Torino (-29%), Piacenza, Novara, Genova, Parma e Napoli.
In aumento i consumi di Messina, Sassari, Reggio Calabria e Palermo.
"La tendenza registrata verso un uso più razionale della risorsa significa che inizia a farsi strada la consapevolezza che abbiamo a che fare con una risorsa limitata" - Adolfo Spaziani, direttore generale di Federutility.